E’ finalmente uscito il bando per l’edizione 2019/20 di De Gustibus. Lo si può scaricare dal sito di Studia qui  oppure dalla pagina facebook dedicata al Premio De Gustibus 


Il bando scade il 31 gennaio 2020 e la premiazione è prevista per fine aprile del prossimo anno.

Il tema al quale si dovranno ispirare racconti e poesie è “DA LECCARSI LE DITA”.

Il concorso De Gustibus nasce per premiare il gusto per la scrittura, associato al gusto per ciò che mangiamo e beviamo.

Le prime due edizioni erano dedicate rispettivamente al caffé e all’olio. Quest’anno - come si ricava dal tema “DA LECCARSI LE DITA” - l’intenzione di STUDIA e di CIBERIE è di promuovere non un prodotto, ma addirittura a un intero genere gastronomico, un modo di preparare e consumare una varietà infinita di prodotti: il “finger food” ossia “mangiare con le mani”.

Un modo semplice e pratico di avvicinarsi al cibo. Piccole porzioni da portare alla bocca con le mani che si possono mangiare ovunque, non necessariamente a tavola, magari in piedi per strada o al bancone di un’osteria o seduti su una panchina del parco.

Un modo antico e universale. Dalla primordiale puls romana ai nostri cicheti e spuncioti, alle tapas ai suplì, agli involtini primavera ai samosa al cuoppo napoletano: ogni età e ogni popolo ha il suo “finger food”.

E’ il modo di mangiare più “eco-sostenibile”. Un’alternativa furba al cibo preconfezionato e fatto in serie. Un gusto “green”, proprio come piace a noi. Niente plastica e rifiuti ridotti al minimo. Si usano soprattutto le dita e si mangia tutto, anche utensili o contenitori. Abbiamo scoperto che ce ne sono di molteplici e intelligenti come: coppette, cocotte, amusette, tartellette, tartellettine, barchette, gusci, corolle, miniconi, minigallette, minicrakers, foglie, cucchiaini, tutti  perfettamente “edibili”! 

Ovviamente il tema “DA LECCARSI LE DITA” potrà far venire in mente anche qualcos’altro che non sia il cibo. Non poniamo limiti alla fantasia degli Autori!

La formula di De Gustibus è piaciuta fin dalla prima edizione. Già nella seconda edizione il numero dei concorrenti è raddoppiato e triplicato il montepremi.

Il successo dell’iniziativa era testimoniato anzitutto dalla qualità dei testi pervenuti da tutt’Italia, i migliori dei quali sono stati pubblicati nelle due antologie “Ma cosa hai messo nel caffè” e “Un filo d’olio”.

Altro punto di forza è stata la prestigiosa giuria presieduta da Dànilo Mainardi, purtroppo mancato poco prima della premiazione della prima edizione e poi sostituito da Paolo Ongaro Tra i giurati delle passate edizioni possiamo ricordare Massimo Turatto (astrofisico, già direttore dell’osservatorio astronomico di Padova), Gesuino Nèmus (premio Campiello e premio Bancarella nel 2016), Antonio Bortoluzzi (Premio Selezione Calvino), Carlo Mocci (giornalista ed enogastronomo) e tanti altri.

Questa terza edizione si presenta con alcune importanti novità:
  • una nuova giuria la cui composizione sarà completata con l’aggiunta di nuovi prestigiosi membri entro la scadenza del bando.

  • una nuova sezione dedicata alla poesia

  • un accresciuto monte premi

  • un apposito premio per gli “under 18” e gli studenti.